Inserimento in mappa di fabbricati

L’inserimento in mappa catastale, noto con il nome di tipo mappale, è un atto di natura puramente tecnica che prevede un aggiornamento del Catasto terreni o fabbricati. Si tratta, in pratica, di inserire i nuovi fabbricati, che sono stati costruiti sul territorio, sulla cartografia catastale. Il medesimo atto è necessario anche per l’ampliamento degli edifici già presenti sulla cartografia che, in conseguenza dell’ampliamento stesso, siano stati sottoposti a modifiche di sagoma.
Qual è il riferimento normativo in materia?

L’obbligo di produrre una denuncia di cambiamento dello stato dei terreni in relazione alle costruzioni di fabbricati urbani, per chi possiede particelle censite al Catasto su cui siano stati realizzati nuovi edifici, risale alla legge numero 679 del 1° ottobre del 1969.
Come avviene l’inserimento in mappa catastale?

L’inserimento in mappa catastale avviene tramite la compilazione di un documento su cui sono riportati gli elementi cartografici necessari per l’aggiornamento. In parole semplici, nel momento in cui sul territorio viene costruito un nuovo fabbricato, è necessario che la sua sagoma venga disegnata sulla mappa catastale: il tipo mappale è, appunto, l’operazione con la quale il fabbricato viene inserito sulla cartografia catastale e segue la stessa procedura e iter di un tipo di frazionamento.
Successivamente è necessario redigere l’accatastamento vero e proprio al Catasto Fabbricati (tramite procedura DOCFA), in questa circostanza le singole unità immobiliari sono rappresentate dalle planimetrie catastali corrispondenti. Nel Catasto fabbricati a ciascuna unità immobiliare è associato un subalterno, e da una particella singola del Catasto terreni possono derivare più unità immobiliari nel Catasto fabbricati. In sintesi, ciascuna unità immobiliare viene identificata con una planimetria catastale come rappresentazione grafica e con foglio, particella e subalterno, rendita catastale, categoria e classe corrispondente in una visura catastale, fermo restando che il subalterno, nel caso si tratti di un’immobile intero, può non essere presente.

A cosa serve l’accatastamento?

Sono due gli scopi dell’accatastamento: da un lato esso serve a ottenere il classamento e il censimento degli edifici nuovi, in modo che possano essere attribuite le rendite catastali e possano essere stabiliti gli importi per il pagamento ad esempio dell’Imu; dall’altro lato, esso permette di dare a ciascuna porzione di edificio un valore fiscale.